10 tweet da non fare se volete mantenere il posto di lavoro

Ecco una lista di 10 concetti che sarebbe bene non esprimere per mantenere il proprio posto di lavoro!

La crisi mondiale ha colpito la maggior parte dei settori economici, ma ci sono alcuni settori, come quello dell'enologia, che non hanno risentito della crisi finanziaria e hanno continuato a produrre notevoli profitti. Secondo dei dati statistici provenienti direttamente dalla Coldiretti, gli occupati nel settore enologico sono cresciuti piu' del 50% negli ultimi dieci anni. La professione dell'enologo e' molto interessante, e sempre piu' giovani decidono di intraprendere un corso di studi per imparare tutte le nozioni teoriche e pratiche necessarie. Ma qual'e' il percorso di studi piu' indicato per diventare un enologo? Fortunatamente l'Italia, una delle capitali mondiali del vino, non ha problemi nell'educazione di questo settore, e per cominciare e' sufficiente iscriversi ad una facolta' universitaria di Agraria, con indirizzo "Viticoltura ed Enologia". La laurea breve da 3 anni comunque non basta per diventare un buon enologo, bisogna anche frequentare dei corsi di specializzazione, master e di aggiornamento. Oggigiorno c'e' molta concorrenza sul mercato, e per crearsi una buona posizione e' necessario studiare molto e avere anche quanti piu' contatti possibili con le Aziende Agricole. Un enologo solitamente e' un libero professionista dotato di partita IVA che offre la propria consulenza alle Aziende Agricole. L'enologo ha il compito di controllare il totale rispetto delle norme igieniche dello stabilimento, il corretto funzionamento delle macchine, la struttura dell'edificio (umidita' nell'aria, presenza di ossigeno, eccetera...), oltre a gestire personalmente le fasi del processo di trasformazione, produzione e invecchiamento del vino. La professione di enologo e' ufficialmente riconosciuta in Italia, Francia, Spagna e Svizzera, e a breve lo sara' anche in Germania, Cina, Brasile e Cile.

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Wired ha stilato la classifica dei 10 tweet da non fare se volete mantenere il posto di lavoro, prendendo come riferimento dei casi più o meno celebri di gaffe clamorose che hanno provocato delle ripercussioni sotto il profilo professionale.

La lista completa la trovate qua. Questa è la top ten:

  1. affermare di odiare il proprio lavoro
  2. affermare di odiare (anche) la divisa del proprio lavoro
  3. fare dichiarazioni ufficiali (ma per errore)
  4. fare dell’ironia fuori luogo su eventi drammatici
  5. mostrare di aver tenuto comportamenti irresponsabili
  6. fare errori di valutazione grossolani
  7. esprimere concetti di razzismo sulle minoranze etniche
  8. esprimere concetti di razzismo su intere popolazioni
  9. esprimere concetti di sessismo
  10. esprimere omofobia

Secondo voi quali sono i tweet più gravi che sarebbe bene non scrivere?