Canone Rai: aumento da gennaio 2014

Dal 1 gennaio 2013 il Canone Rai dovrebbe aumentare di 6 euro, come conseguenza di uno dei tanti emendamenti della legge di Stabilità.

La crisi mondiale ha colpito la maggior parte dei settori economici, ma ci sono alcuni settori, come quello dell'enologia, che non hanno risentito della crisi finanziaria e hanno continuato a produrre notevoli profitti. Secondo dei dati statistici provenienti direttamente dalla Coldiretti, gli occupati nel settore enologico sono cresciuti piu' del 50% negli ultimi dieci anni. La professione dell'enologo e' molto interessante, e sempre piu' giovani decidono di intraprendere un corso di studi per imparare tutte le nozioni teoriche e pratiche necessarie. Ma qual'e' il percorso di studi piu' indicato per diventare un enologo? Fortunatamente l'Italia, una delle capitali mondiali del vino, non ha problemi nell'educazione di questo settore, e per cominciare e' sufficiente iscriversi ad una facolta' universitaria di Agraria, con indirizzo "Viticoltura ed Enologia". La laurea breve da 3 anni comunque non basta per diventare un buon enologo, bisogna anche frequentare dei corsi di specializzazione, master e di aggiornamento. Oggigiorno c'e' molta concorrenza sul mercato, e per crearsi una buona posizione e' necessario studiare molto e avere anche quanti piu' contatti possibili con le Aziende Agricole. Un enologo solitamente e' un libero professionista dotato di partita IVA che offre la propria consulenza alle Aziende Agricole. L'enologo ha il compito di controllare il totale rispetto delle norme igieniche dello stabilimento, il corretto funzionamento delle macchine, la struttura dell'edificio (umidita' nell'aria, presenza di ossigeno, eccetera...), oltre a gestire personalmente le fasi del processo di trasformazione, produzione e invecchiamento del vino. La professione di enologo e' ufficialmente riconosciuta in Italia, Francia, Spagna e Svizzera, e a breve lo sara' anche in Germania, Cina, Brasile e Cile.

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Il Canone Rai sta per aumentare. Stando a quanto previsto da uno degli emendamenti alla legge di Stabilità, infatti, dal 1 gennaio 2014 il canone subirà un incremento di 6 euro, in aggiunta ai 113,50 euro attuali, con lo scopo di contrastare la perdita delle televisioni locali.

Al fine di assicurare le risorse spettanti all’emittenza radiotelevisiva locale, ai sensi dell’articolo 10 del decreto 27 agosto 1993, n.232, convertito con modificazioni, dalla legge 27 ottobre 1993 n. 422, il canone di abbonamento di cui all’articolo 4 della legge 25 giugno 1993, n. 206 e successive modificazioni ed integrazioni, è aumentato di 6 euro a decorrere dal 1 gennaio 2014” – afferma infatti la nota.

Per quanto attiene le risorse, le stesse “affluiscono ad un apposito fondo di sostegno economico all’emittenza televisiva locale costituito presso il ministero dello Sviluppo economico, nel quale sono riversate le somme già previste a bilancio. Tale Fondo di sostegno non potrà subire tagli e/o decurtazioni, nè diretti nè lineari, a decorrere dal 2014. Il riparto avviene secondo le modalità previste dal Regolamento di cui al decreto del ministero delle Comunicazioni 5 novembre 2004 n. 292. Il Ministro dell’Economia e delle Finanze apporta, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio”.