Il posto di lavoro in Poste Italiane, tra leggenda e realtà

Qualche tempo fa, tanto sul web quanto sulle riviste cartacee specializzate si è fatto un gran parlare circa la corposa campagna di reclutamento avviata da Poste Italiane per l’assunzione di un cospicuo numero di postini. Ma sarà vero?

La crisi mondiale ha colpito la maggior parte dei settori economici, ma ci sono alcuni settori, come quello dell'enologia, che non hanno risentito della crisi finanziaria e hanno continuato a produrre notevoli profitti. Secondo dei dati statistici provenienti direttamente dalla Coldiretti, gli occupati nel settore enologico sono cresciuti piu' del 50% negli ultimi dieci anni. La professione dell'enologo e' molto interessante, e sempre piu' giovani decidono di intraprendere un corso di studi per imparare tutte le nozioni teoriche e pratiche necessarie. Ma qual'e' il percorso di studi piu' indicato per diventare un enologo? Fortunatamente l'Italia, una delle capitali mondiali del vino, non ha problemi nell'educazione di questo settore, e per cominciare e' sufficiente iscriversi ad una facolta' universitaria di Agraria, con indirizzo "Viticoltura ed Enologia". La laurea breve da 3 anni comunque non basta per diventare un buon enologo, bisogna anche frequentare dei corsi di specializzazione, master e di aggiornamento. Oggigiorno c'e' molta concorrenza sul mercato, e per crearsi una buona posizione e' necessario studiare molto e avere anche quanti piu' contatti possibili con le Aziende Agricole. Un enologo solitamente e' un libero professionista dotato di partita IVA che offre la propria consulenza alle Aziende Agricole. L'enologo ha il compito di controllare il totale rispetto delle norme igieniche dello stabilimento, il corretto funzionamento delle macchine, la struttura dell'edificio (umidita' nell'aria, presenza di ossigeno, eccetera...), oltre a gestire personalmente le fasi del processo di trasformazione, produzione e invecchiamento del vino. La professione di enologo e' ufficialmente riconosciuta in Italia, Francia, Spagna e Svizzera, e a breve lo sara' anche in Germania, Cina, Brasile e Cile.

La notizia circa le assunzioni di nuovi portalettere ha ovviamente creato un gran fermento, soprattutto tra coloro che fanno parte di quel plotone di persone alla ricerca di un posto sicuro. Ma ecco che, così come accade nelle migliori leggende, puntuale è arrivata anche la voce di chi accenna al falso mito e pone in guardia gli aspiranti postini gridando alla “calunnia” o falsa notizia che dir si voglia.

Su quali ipotesi si basa la diffidenza nei confronti dell’offerta di lavoro proposta da Poste Italiane?

Il capo d’accusa più frequente, (che si legge spesso tra i commenti dei vari blog o nei forum dedicati alle offerte di lavoro) potrebbe suonare più o meno così: “è una falsa offerta di lavoro creata per generare traffico, io ho inviato il curriculum e non ho mai ricevuto risposta!”. In realtà, in un’affermazione del genere è racchiuso un fondo di verità, misto ad un pizzico di disinformazione. Vediamo dunque di fare luce sulla proposta di lavoro Poste Italiane, una volta per tutte. Ma per arrivare dritti all’obiettivo occorre fare un passo indietro.

In origine, per presentare la propria candidatura ci si doveva rivolgere di persona presso un qualsiasi ufficio postale e proporsi compilando un modulo prestampato.

Con il progressivo avvento dell’informatizzazione invece, anche la modalità di candidatura è cambiata ed oggi, chi è interessato ad entrare a far parte del team di Poste Italiane, deve farlo accedendo al sito ufficiale ed inviando online il proprio curriculum vitae.

Il curriculum, una volta recepito dal sistema automatizzato, viene fatto confluire all’interno di un enorme archivio che lo conterrà fino al momento dell’apertura delle successive selezioni riguardanti il profilo specifico. È proprio in questo punto che spesso il meccanismo s’inceppa.

Molti aspiranti portalettere infatti, non si rendono conto delle epocali dimensioni che può avere un’operazione di selezione di  questo tipo e, non vedendo pervenire alcuna risposta all’invio del curriculum, dopo alcune settimane gridano alla frode! Ora, è ben comprensibile come, ottenere una chiamata dalle Poste Italiane a distanza di poche settimane dall’inoltro della propria candidatura è una pretesa a dir poco ridicola. Potrebbero infatti passare addirittura degli anni prima di ricevere una chiamata da Poste Italiane, ma questo non vuol dire che è una truffa, semplicemente il vostro profilo non combacia con nessuna posizione ricercata in quel preciso momento!

Il fondo di verità

Tuttavia, come abbiamo detto in apertura, un’esclamazione così diffidente ha un suo fondo di verità. Oggi  infatti, si guarda con sospetto alle riviste, ai giornali e ai siti web specifici e più o meno grandi, che pubblicano delle opportunità di lavoro provenienti da aziende importanti. Il motivo è semplice: il grande nome cattura l’interesse e più l’offerta di lavoro è allettante più visite il sito riceve (più copie il giornale vende).

Per chi vuole andare sul sicuro quindi, riportiamo di seguito il link del sito ufficiale Poste Italiane. Cliccando qui, non potrete avere dubbi, le posizioni ricercate al momento sono quelle pubblicate nell’apposita pagina e se non ci sono posizioni aperte, evidentemente siete capitati in un momento in cui non ci sono nuove opportunità di lavoro. Ma non demordete! Inviate comunque il vostro curriculum e continuate a credere nel vostro sogno!
Magari ci vorranno degli anni, ma i desideri prima o poi si realizzano… almeno per chi ha la tenacia di crederci.