Scoperti due pianeti molto “simili” alla Terra

Il telescopio Kepler, della Nasa, ha scoperto altri due Pianeti: a differenza di quanto realizzato nel recente passato, le nuove scoperte sarebbero molto simili alla Terra. C’è vita nell’Universo (?).

La crisi mondiale ha colpito la maggior parte dei settori economici, ma ci sono alcuni settori, come quello dell'enologia, che non hanno risentito della crisi finanziaria e hanno continuato a produrre notevoli profitti. Secondo dei dati statistici provenienti direttamente dalla Coldiretti, gli occupati nel settore enologico sono cresciuti piu' del 50% negli ultimi dieci anni. La professione dell'enologo e' molto interessante, e sempre piu' giovani decidono di intraprendere un corso di studi per imparare tutte le nozioni teoriche e pratiche necessarie. Ma qual'e' il percorso di studi piu' indicato per diventare un enologo? Fortunatamente l'Italia, una delle capitali mondiali del vino, non ha problemi nell'educazione di questo settore, e per cominciare e' sufficiente iscriversi ad una facolta' universitaria di Agraria, con indirizzo "Viticoltura ed Enologia". La laurea breve da 3 anni comunque non basta per diventare un buon enologo, bisogna anche frequentare dei corsi di specializzazione, master e di aggiornamento. Oggigiorno c'e' molta concorrenza sul mercato, e per crearsi una buona posizione e' necessario studiare molto e avere anche quanti piu' contatti possibili con le Aziende Agricole. Un enologo solitamente e' un libero professionista dotato di partita IVA che offre la propria consulenza alle Aziende Agricole. L'enologo ha il compito di controllare il totale rispetto delle norme igieniche dello stabilimento, il corretto funzionamento delle macchine, la struttura dell'edificio (umidita' nell'aria, presenza di ossigeno, eccetera...), oltre a gestire personalmente le fasi del processo di trasformazione, produzione e invecchiamento del vino. La professione di enologo e' ufficialmente riconosciuta in Italia, Francia, Spagna e Svizzera, e a breve lo sara' anche in Germania, Cina, Brasile e Cile.

kepler

Si chiamano Kepler 62-e e Kepler 62-7 i due nuovi pianeti scoperti da Kepler, il telescopio spaziale della Nasa, in grado di far passare notti insonni agli appassionati di fantascienza, e non solo. Secondo quanto sta emergendo in queste ore, infatti, i due nuovi pianeti sarebbero molto più simili alla nostra Terra di quanto finora scoperto: i Kepler 62 si troverebbero infatti a una distanza tale da renderli integrabili nella c.d. “zona abitabile”, ovvero una distanza utile per poter rendere possibile sia la presenza di acqua in stato liquidi, che la presenza di una eventuale forma di vita.

Particolarmente soddisfatti, pur molto cauti, gli scienziati che hanno curato la scoperta. Per Justin Crepp, dell’Università francese di Notre Dame, “secondo i dati a disposizione ,relativi al raggio e al periodo orbitale, questi sono i pianeti più simili alla Terra mai scoperti”. Concretamente, immaginano ancora gli scienziati, i due pianeti dovrebbero garantire una discreta solidità, con composizione prevalente di roccia o di ghiaccio.

Per quanto attiene invece le caratteristiche tecniche della scoperta, gli scienziati affermano di aver compiuto delle rilevazioni mediante telescopi terrestri, andando a misurare l’indebolimento della luce della stella di riferimento nel momento in cui i pianeti gli fossero passati davanti. Tale elemento sintomatico è stato poi comprovato da una serie di prove scientifiche che hanno rassicurato  i patemi del team di osservatori.

Oltre a quanto sopra, è noto solamente che i pianeti hanno un raggio pari a 1,61 e 1,41 rispetto a quello della Terra, e che si tratta dell’843 e dell’844mo pianeta confermato dal telescopio Kepler, in riferimento ai margini di rotazione di 658 stelle componenti la Via Lattea.

“La scoperta” – ha dichiarato Raffaele Gratton, dell’Osservatorio di Padova dell’Istituto Nazionale di Astrofisica – “è  molto importante perché mostra che i pianeti simili alla Terra esistono e che vale la pena andare avanti su questa strada, che sarà completata quando ci saranno evidenze di vita”.