Canone Rai: come, quanto e dove si paga

Tutto quello che (forse) avete sempre voluto sapere sul canone Rai: perchè si paga, quanto si paga, dove si paga e cosa accade in caso di pagamento tardivo dell’abbonamento.

La crisi mondiale ha colpito la maggior parte dei settori economici, ma ci sono alcuni settori, come quello dell'enologia, che non hanno risentito della crisi finanziaria e hanno continuato a produrre notevoli profitti. Secondo dei dati statistici provenienti direttamente dalla Coldiretti, gli occupati nel settore enologico sono cresciuti piu' del 50% negli ultimi dieci anni. La professione dell'enologo e' molto interessante, e sempre piu' giovani decidono di intraprendere un corso di studi per imparare tutte le nozioni teoriche e pratiche necessarie. Ma qual'e' il percorso di studi piu' indicato per diventare un enologo? Fortunatamente l'Italia, una delle capitali mondiali del vino, non ha problemi nell'educazione di questo settore, e per cominciare e' sufficiente iscriversi ad una facolta' universitaria di Agraria, con indirizzo "Viticoltura ed Enologia". La laurea breve da 3 anni comunque non basta per diventare un buon enologo, bisogna anche frequentare dei corsi di specializzazione, master e di aggiornamento. Oggigiorno c'e' molta concorrenza sul mercato, e per crearsi una buona posizione e' necessario studiare molto e avere anche quanti piu' contatti possibili con le Aziende Agricole. Un enologo solitamente e' un libero professionista dotato di partita IVA che offre la propria consulenza alle Aziende Agricole. L'enologo ha il compito di controllare il totale rispetto delle norme igieniche dello stabilimento, il corretto funzionamento delle macchine, la struttura dell'edificio (umidita' nell'aria, presenza di ossigeno, eccetera...), oltre a gestire personalmente le fasi del processo di trasformazione, produzione e invecchiamento del vino. La professione di enologo e' ufficialmente riconosciuta in Italia, Francia, Spagna e Svizzera, e a breve lo sara' anche in Germania, Cina, Brasile e Cile.

Il canone Rai è un’imposta sulla detenzione dell’apparecchio. Ne consegue che il canone deve essere pagato da chiunque detiene uno o più apparecchi adattabili o atti alla ricezione dei programmi televisivi, a prescindere dall’uso del televisore e dalla scelta delle emittenti televisive.

Per quali apparecchi pagare il canone

Come precisato da nota del 22 febbraio 2012 del Ministero dello Sviluppo Economico, Dipartimento per le Comunicazioni, per “apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle radioaudizioni” si intendono tutte le apparecchiature che risultano munite di sintonizzatore per la ricezione del segnale (terrestre o satellitare) di radiodiffusione dall’antenna radiotelevisiva.

Per esempio, visto e considerato che non sono titolari di una ricezione del segnale terrestre o satellitare, il canone non va pagato se si possiede unicamente personal computer, anche collegati in rete, e anche se consentono l’ascolto o la visione dei programmi via web.

Occorre invece pagare il canone per: ricevitori TV fissi, ricevitori TV portatili, ricevitori TV per mezzi mobili, ricevitori radio fissi, ricevitori radio portatili, ricevitori radio per mezzi mobili, riproduttori multimediali. Per conoscere il dettaglio degli apparecchi oggetto di pagamento di canone, vi consigliamo di consultare la nota integrale del Dipartimento.

Quando si deve pagare il canone

I termini di scadenza per il pagamento del canone sono i seguenti:

  • 31 gennaio per il pagamento annuale
  • 31 gennaio e 31 luglio per il pagamento semestrale
  • 31 gennaio, 30 aprile, 31 luglio e 31 ottobre per il pagamento a rate

Come pagare il canone

Il canone Rai è pagabile mediante bollettino di c/c 3103 intestato a Agenzia delle Entrate, DP. I Uff. Terr. TO 1 SAT Rinnovo Abbonamento TV. Per conoscere le modalità di pagamento alternative è invece possibile consultare questo collegamento.

Pagare il canone in ritardo

Pagare in ritardo il canone Rai espone al pagamento di sanzioni. Di fatti, chi rinnova l’abbonamento oltre i termini di legge, dovrà corrispondere il canone comprensivo di una sanzione amministrativa dipendente dai giorni di mora:

  • in caso di ritardo non superiore ai 30 giorni, è dovuta sanzione amministrativa pari a 1/12 dell’importo del canone per ogni semestre, pari a 4,47 euro;
  • in caso di ritardo superiore a 30 giorni la sanzione ammonta a 1/6 del canone per ogni semestre, pari a 8,94 euro;
  • in caso di ritardo superiore ai 180 giorni, sono in aggiunta dovuti interessi di mora, attualmente determinati nella misura dell’1 per cento per ogni semestre compiuto.