Vitalizi: i vecchi consiglieri della Regione Lazio mantengono le agevolazioni

Viene bocciato l’emendamento del M5S per l’annullamento delle indennità dei vecchi consiglieri. Anche Franco Fiorito potrà così mantenere le agevolazioni maturate.

La crisi mondiale ha colpito la maggior parte dei settori economici, ma ci sono alcuni settori, come quello dell'enologia, che non hanno risentito della crisi finanziaria e hanno continuato a produrre notevoli profitti. Secondo dei dati statistici provenienti direttamente dalla Coldiretti, gli occupati nel settore enologico sono cresciuti piu' del 50% negli ultimi dieci anni. La professione dell'enologo e' molto interessante, e sempre piu' giovani decidono di intraprendere un corso di studi per imparare tutte le nozioni teoriche e pratiche necessarie. Ma qual'e' il percorso di studi piu' indicato per diventare un enologo? Fortunatamente l'Italia, una delle capitali mondiali del vino, non ha problemi nell'educazione di questo settore, e per cominciare e' sufficiente iscriversi ad una facolta' universitaria di Agraria, con indirizzo "Viticoltura ed Enologia". La laurea breve da 3 anni comunque non basta per diventare un buon enologo, bisogna anche frequentare dei corsi di specializzazione, master e di aggiornamento. Oggigiorno c'e' molta concorrenza sul mercato, e per crearsi una buona posizione e' necessario studiare molto e avere anche quanti piu' contatti possibili con le Aziende Agricole. Un enologo solitamente e' un libero professionista dotato di partita IVA che offre la propria consulenza alle Aziende Agricole. L'enologo ha il compito di controllare il totale rispetto delle norme igieniche dello stabilimento, il corretto funzionamento delle macchine, la struttura dell'edificio (umidita' nell'aria, presenza di ossigeno, eccetera...), oltre a gestire personalmente le fasi del processo di trasformazione, produzione e invecchiamento del vino. La professione di enologo e' ufficialmente riconosciuta in Italia, Francia, Spagna e Svizzera, e a breve lo sara' anche in Germania, Cina, Brasile e Cile.

fiorito

Fiorito & co. manterranno vitalizi e agevolazioni della “casta”. È infatti stato respinto l’emendamento del Movimento 5 Stelle che puntava ad abolire il vitalizio per coloro che erano stati eletti nelle precedenti legislature nella Regione Lazio. Viene invece confermato l’abbandono delle agevolazioni per tutti i nuovi consiglieri eletti.

La notizia, particolarmente sgradita al movimento guidato da Beppe Grillo, non è giunta tuttavia inattesa: si riteneva infatti probabile (così come è stato confermato dalla realtà) che l’emendamento presentato dal M5S sarebbe stato battuto, nonostante un forte appoggio da parte dell’opinione pubblica, ancora memore degli scandali dei rimborsi utilizzati – pare –  “impropriamente” da qualche consigliere regionale nelle precedenti legislature.

Tra i nomi che il Movimento 5 Stelle ha eletto quale “emblema” di questa nuova assunzione di beneficio da parte della casta regionale, vi è senza dubbio quello dell’ex consigliere Fiorito, uno dei volti finiti al centro delle indagini sui rimborsi, e anch’esso in lizza per mantenere il proprio vitalizio – come previsto e non annullato in seguito alla bocciatura dell’emendamento – da consigliere regionale.

Voi che ne pensate?