Articolo 18? Per il ministro Guidi è “superato”

Per il ministro Guidi occorre affrontare senza indugi una rapida strada di riforme del mercato del lavoro italiano.

La crisi mondiale ha colpito la maggior parte dei settori economici, ma ci sono alcuni settori, come quello dell'enologia, che non hanno risentito della crisi finanziaria e hanno continuato a produrre notevoli profitti. Secondo dei dati statistici provenienti direttamente dalla Coldiretti, gli occupati nel settore enologico sono cresciuti piu' del 50% negli ultimi dieci anni. La professione dell'enologo e' molto interessante, e sempre piu' giovani decidono di intraprendere un corso di studi per imparare tutte le nozioni teoriche e pratiche necessarie. Ma qual'e' il percorso di studi piu' indicato per diventare un enologo? Fortunatamente l'Italia, una delle capitali mondiali del vino, non ha problemi nell'educazione di questo settore, e per cominciare e' sufficiente iscriversi ad una facolta' universitaria di Agraria, con indirizzo "Viticoltura ed Enologia". La laurea breve da 3 anni comunque non basta per diventare un buon enologo, bisogna anche frequentare dei corsi di specializzazione, master e di aggiornamento. Oggigiorno c'e' molta concorrenza sul mercato, e per crearsi una buona posizione e' necessario studiare molto e avere anche quanti piu' contatti possibili con le Aziende Agricole. Un enologo solitamente e' un libero professionista dotato di partita IVA che offre la propria consulenza alle Aziende Agricole. L'enologo ha il compito di controllare il totale rispetto delle norme igieniche dello stabilimento, il corretto funzionamento delle macchine, la struttura dell'edificio (umidita' nell'aria, presenza di ossigeno, eccetera...), oltre a gestire personalmente le fasi del processo di trasformazione, produzione e invecchiamento del vino. La professione di enologo e' ufficialmente riconosciuta in Italia, Francia, Spagna e Svizzera, e a breve lo sara' anche in Germania, Cina, Brasile e Cile.

guidi

Stando a quanto affermato dal ministero dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, in un’intervista a La Repubblica, lo Statuto dei lavoratori sarebbe superato. Una legge creata nel 1970 – prosegue Guidi – non tiene quindi conto dei cambiamenti realizzati dal tessuto sociale ed economico nazionale, poichè vi è bisogno di “maggiore flessibilità in uscita e in entrata“.

Oltre alla revisione del sistema lavoro, il ministro ha auspicato che nelle prossime settimane si possa finalmente definire un piano per il Made in Italy, con l’obiettivo di supportare l’internazionalizzazione delle imprese italiane facendo leva su una diversa organizzazione della distribuzione dei prodotti all’estero e sul sistema fieristico. “C’è un grande interesse degli investitori verso l’Italia, ciò che chiedono è meno burocrazia, più semplificazioni anche nell’avvio delle società. Sono riforme sostanzialmente a costo zero” – aggiunge Guidi.

In merito, infine, alla riduzione del costo dell’energia, il beneficio “andrà a larghissima parte delle Pmi e degli esercizi commerciali” – ha concluso il ministro.