Aumento Iva al 22%: ecco gli effetti sul prezzo della benzina

L’Iva aumenta al 22%. Ma cosa è cambiato per i prezzi della benzina? Cerchiamo di capire quale sia stata la reazione delle compagnie petrolifere, e quali sono gli attuali prezzi alle pompe di benzina…

La crisi mondiale ha colpito la maggior parte dei settori economici, ma ci sono alcuni settori, come quello dell'enologia, che non hanno risentito della crisi finanziaria e hanno continuato a produrre notevoli profitti. Secondo dei dati statistici provenienti direttamente dalla Coldiretti, gli occupati nel settore enologico sono cresciuti piu' del 50% negli ultimi dieci anni. La professione dell'enologo e' molto interessante, e sempre piu' giovani decidono di intraprendere un corso di studi per imparare tutte le nozioni teoriche e pratiche necessarie. Ma qual'e' il percorso di studi piu' indicato per diventare un enologo? Fortunatamente l'Italia, una delle capitali mondiali del vino, non ha problemi nell'educazione di questo settore, e per cominciare e' sufficiente iscriversi ad una facolta' universitaria di Agraria, con indirizzo "Viticoltura ed Enologia". La laurea breve da 3 anni comunque non basta per diventare un buon enologo, bisogna anche frequentare dei corsi di specializzazione, master e di aggiornamento. Oggigiorno c'e' molta concorrenza sul mercato, e per crearsi una buona posizione e' necessario studiare molto e avere anche quanti piu' contatti possibili con le Aziende Agricole. Un enologo solitamente e' un libero professionista dotato di partita IVA che offre la propria consulenza alle Aziende Agricole. L'enologo ha il compito di controllare il totale rispetto delle norme igieniche dello stabilimento, il corretto funzionamento delle macchine, la struttura dell'edificio (umidita' nell'aria, presenza di ossigeno, eccetera...), oltre a gestire personalmente le fasi del processo di trasformazione, produzione e invecchiamento del vino. La professione di enologo e' ufficialmente riconosciuta in Italia, Francia, Spagna e Svizzera, e a breve lo sara' anche in Germania, Cina, Brasile e Cile.

iva22

Nel giorno d’esordio della “nuova” aliquota Iva al 22%, i prezzi della benzina sono prevedibilmente schizzati verso l’alto, con tutte le principali compagnie che hanno ritoccato i prezzi finali con aumenti più o meno lievi.

Stando alle rilevazioni effettuate da Staffetta Quotidiana, infatti, le medie ponderate nazionali dei prezzi tra le diverse compagnie in modalità “servito” parlano di una benzina verde a 1,818 euro al litro (con aumento di 1,3 centesimi di euro) e il diesel a quota 1,752 euro al litro (in rialzo di 1,1 centesimi). In salita anche i prezzi del Gpl, a quota 0,811 euro al litro (+ 0,7 centesimi) e il metano a quota 0,995 euro al kg (+ 0,8 centesimi).

Sempre secondo le rilevazioni effettuate da Quotidiano Energia, la verde ha toccato in alcune aree d’Italia quota 1,852 euro al litro, mentre il diesel e il Gpl sarebbero cresciute rispettivamente a 1,761 euro e 0,848 a litro.

Tra gli incrementi meno rilevati c’è sicuramente quello di Eni, che ha registrato un rialzo di un centesimo di euro sulla verde e di 0,6 centesimi di euro sul diesel. Le altre compagnie si sono invece mosse con aumenti compresi tra 1,4 e 1,6 centesimi di euro al litro.