Contributi fino a 200 mila euro per nuove imprese

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha predisposto nuovi fondi per le imprese di nuova costituzione nelle aree più svantaggiate del Paese.

La crisi mondiale ha colpito la maggior parte dei settori economici, ma ci sono alcuni settori, come quello dell'enologia, che non hanno risentito della crisi finanziaria e hanno continuato a produrre notevoli profitti. Secondo dei dati statistici provenienti direttamente dalla Coldiretti, gli occupati nel settore enologico sono cresciuti piu' del 50% negli ultimi dieci anni. La professione dell'enologo e' molto interessante, e sempre piu' giovani decidono di intraprendere un corso di studi per imparare tutte le nozioni teoriche e pratiche necessarie. Ma qual'e' il percorso di studi piu' indicato per diventare un enologo? Fortunatamente l'Italia, una delle capitali mondiali del vino, non ha problemi nell'educazione di questo settore, e per cominciare e' sufficiente iscriversi ad una facolta' universitaria di Agraria, con indirizzo "Viticoltura ed Enologia". La laurea breve da 3 anni comunque non basta per diventare un buon enologo, bisogna anche frequentare dei corsi di specializzazione, master e di aggiornamento. Oggigiorno c'e' molta concorrenza sul mercato, e per crearsi una buona posizione e' necessario studiare molto e avere anche quanti piu' contatti possibili con le Aziende Agricole. Un enologo solitamente e' un libero professionista dotato di partita IVA che offre la propria consulenza alle Aziende Agricole. L'enologo ha il compito di controllare il totale rispetto delle norme igieniche dello stabilimento, il corretto funzionamento delle macchine, la struttura dell'edificio (umidita' nell'aria, presenza di ossigeno, eccetera...), oltre a gestire personalmente le fasi del processo di trasformazione, produzione e invecchiamento del vino. La professione di enologo e' ufficialmente riconosciuta in Italia, Francia, Spagna e Svizzera, e a breve lo sara' anche in Germania, Cina, Brasile e Cile.

fondi imprese

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha finalmente dato il via libera agli stanziamenti per i finanziamenti finalizzati alla promozione delle nuove imprese nelle regioni svantaggiate del Sud Italia: le Regioni interessate dall’iniziativa sono Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Le imprese beneficiarie potranno essere quelle piccole di nuova costituzione, o quelle nuove a contenuto digitale e tecnologico. Più nel dettaglio, le risorse risultano essere così suddivise:

  • 100 milioni di euro per le imprese con sede legale e operativa nelle aree di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia individuate nella Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale
  • 90 milioni di euro per le imprese con sede legale e operativa nelle regioni Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

Per quanto concerne il profilo dei potenziali beneficiari, verranno “premiate” le imprese di piccola dimensione costituite in forma societaria da non più di 6 mesi dalla data di presentazione della domanda di agevolazione, e le persone fisiche che intendono costituire una nuova impresa. I contributi potranno essere elargiti per importi fino a un massimo di 200 mila euro, a parziale copertura dei costi sostenuti dall’impresa nel corso dei primi 4 anni.

I contributi a favore delle imprese operanti nell’economia digitale o tecnologica, sempre nei limiti dei 200 mila euro sopra descritti, verranno erogati in conto impianti per servizi di tutoring tecnico-gestionale a sostegno della fase di avvio.

Ad ogni modo, il Ministero non è ancora possibile presentare la domanda per l’accesso agli aiuti di cui sopra: la decorrenza delle procedure di invio delle domande è infatti fissata per il prossimo 4 settembre. Nel contempo, potete certamente portarvi avanti con il lavoro, e procedere nella formulazione di tutta la documentazione preventiva, come ad esempio un valido business plan, un progetto di impresa, e quant’altro si renderà necessario per avviare la vostra nuova vita imprenditoriale.