Donne straordinarie: ecco perché la gravidanza dà una marcia in più!

Le donne in gravidanza sono capaci di fare di tutto per difendere sè stesse, i nascituri e i propri interessi: andiamo a porre l’attenzione su una fase evolutiva unica nella vita di una donna.

La crisi mondiale ha colpito la maggior parte dei settori economici, ma ci sono alcuni settori, come quello dell'enologia, che non hanno risentito della crisi finanziaria e hanno continuato a produrre notevoli profitti. Secondo dei dati statistici provenienti direttamente dalla Coldiretti, gli occupati nel settore enologico sono cresciuti piu' del 50% negli ultimi dieci anni. La professione dell'enologo e' molto interessante, e sempre piu' giovani decidono di intraprendere un corso di studi per imparare tutte le nozioni teoriche e pratiche necessarie. Ma qual'e' il percorso di studi piu' indicato per diventare un enologo? Fortunatamente l'Italia, una delle capitali mondiali del vino, non ha problemi nell'educazione di questo settore, e per cominciare e' sufficiente iscriversi ad una facolta' universitaria di Agraria, con indirizzo "Viticoltura ed Enologia". La laurea breve da 3 anni comunque non basta per diventare un buon enologo, bisogna anche frequentare dei corsi di specializzazione, master e di aggiornamento. Oggigiorno c'e' molta concorrenza sul mercato, e per crearsi una buona posizione e' necessario studiare molto e avere anche quanti piu' contatti possibili con le Aziende Agricole. Un enologo solitamente e' un libero professionista dotato di partita IVA che offre la propria consulenza alle Aziende Agricole. L'enologo ha il compito di controllare il totale rispetto delle norme igieniche dello stabilimento, il corretto funzionamento delle macchine, la struttura dell'edificio (umidita' nell'aria, presenza di ossigeno, eccetera...), oltre a gestire personalmente le fasi del processo di trasformazione, produzione e invecchiamento del vino. La professione di enologo e' ufficialmente riconosciuta in Italia, Francia, Spagna e Svizzera, e a breve lo sara' anche in Germania, Cina, Brasile e Cile.

Quando una donna è incinta, attraversa un periodo di forti cambiamenti nel proprio corpo e – soprattutto – nel proprio animo. La gravidanza è infatti sinonimo di passaggio fondamentale per il “completamento” del proprio ciclo evolutivo legato all’identità femminile, generando in sé dei sentimenti che sono da una parte coincidenti con quelli delle proprie madri, e dall’altra con un atteggiamento regressivo che porta le donne incinta ad avere atteggiamenti “infantili”.

Proprio in seguito a quest’ultima annotazione, ricordiamo come le donne in gravidanza abbiano il bisogno di essere accudite e coccolate, e che necessitino del continuo supporto di una persona che possa supportare le loro emozioni, accompagnandole nel processo di gestione degli sbalzi di umore, e nell’improvvisa manifestazione di sensazioni come rabbia e tristezza.

In seguito ai motivi di cui sopra, è di fondamentale importanza considerare come le donne in gravidanza abbiano la capacità di fare davvero di tutto per proteggere sé stesse e i propri bambini futuri, divenendo tendenzialmente più solide nel difendere i propri interessi.

Sempre in questo momento è probabile che la donna in gravidanza cerchi di riconsiderare il proprio rapporto con la rispettiva madre: in alcuni casi si verifica la ricerca di un rapporto di complicità, mentre in altri si manifesta un maggiore distacco (non solo emotivo). In ogni caso, la gravidanza rappresenta per la donna un momento estremamente sensibile, attraverso il quale metabolizzare il cambiamento di status da “figlia” e “moglie / compagnia” a “madre”. Un passaggio profondo, che ha dei risvolti fondamentali per il prosieguo della relazione di coppia (e non solo), e che è bene cercare di gestire per garantire alla futura madre di costruirsi una forte identità.

La gravidanza rappresenta insomma una sfida, quasi sempre vinta: quella di mettere alla prova le proprie capacità di generare e crescere il patrimonio più importante, i figli.

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