Lavoro come usciere alla Camera: 10 mila euro al mese!

Lavorare alla Camera dei Deputati permette di accedere a numerosi benefici. Tra i tanti, la possibilità di arrivare a uno stipendio a 4 zeri, e andare in pensione a 51 anni.

La crisi mondiale ha colpito la maggior parte dei settori economici, ma ci sono alcuni settori, come quello dell'enologia, che non hanno risentito della crisi finanziaria e hanno continuato a produrre notevoli profitti. Secondo dei dati statistici provenienti direttamente dalla Coldiretti, gli occupati nel settore enologico sono cresciuti piu' del 50% negli ultimi dieci anni. La professione dell'enologo e' molto interessante, e sempre piu' giovani decidono di intraprendere un corso di studi per imparare tutte le nozioni teoriche e pratiche necessarie. Ma qual'e' il percorso di studi piu' indicato per diventare un enologo? Fortunatamente l'Italia, una delle capitali mondiali del vino, non ha problemi nell'educazione di questo settore, e per cominciare e' sufficiente iscriversi ad una facolta' universitaria di Agraria, con indirizzo "Viticoltura ed Enologia". La laurea breve da 3 anni comunque non basta per diventare un buon enologo, bisogna anche frequentare dei corsi di specializzazione, master e di aggiornamento. Oggigiorno c'e' molta concorrenza sul mercato, e per crearsi una buona posizione e' necessario studiare molto e avere anche quanti piu' contatti possibili con le Aziende Agricole. Un enologo solitamente e' un libero professionista dotato di partita IVA che offre la propria consulenza alle Aziende Agricole. L'enologo ha il compito di controllare il totale rispetto delle norme igieniche dello stabilimento, il corretto funzionamento delle macchine, la struttura dell'edificio (umidita' nell'aria, presenza di ossigeno, eccetera...), oltre a gestire personalmente le fasi del processo di trasformazione, produzione e invecchiamento del vino. La professione di enologo e' ufficialmente riconosciuta in Italia, Francia, Spagna e Svizzera, e a breve lo sara' anche in Germania, Cina, Brasile e Cile.

dipendenti camera

In tempi di crisi e di tagli della politica, il quotidiano Il Giornale ha effettuato un interessante approfondimento sul mondo del lavoro dipendente in Parlamento, domandandosi: quanto guadagna un usciere alla Camera?

Ebbene, secondo quanto ricorda il giornale, un documento dello scorso anno ha svelato i compensi dei dipendenti di Palazzo Madama, scoprendo che il primo stipendio lordo è pari a 2.338 euro. Tuttavia, dopo un solo anno di lavoro, c’è già uno scatto a 3.199 euro, mentre chi compie i 40 anni di anzianità riesce a portare a casa uno stipendio lordo pari a 10.477 euro al mese, con un incremento del 400 per cento rispetto al primo stipendio di carriera, e con un livello di remunerazione che somiglia a quello di un dirigente di una grossa azienda.

Agli assistenti amministrativi va ancora meglio: costoro riescono a ricevere uno stipendio di 3.048 euro al mese, mentre a fine carriera toccano i 12.627 euro mensili.

Infine, a ulteriore manifestazione di diversità delle condizioni lavorative rispetto alla maggioranza della platea dei dipendenti italiani, alla Camera non sono necessari 65, 67 o 69 anni per andare in pensione, come accade al resto dei lavoratori italiani. Per i dipendenti della Camera ne bastano infatti 51, andando incontro a una penalizzazione che è tutto sommato irrisoria, non arrivando a superare il 4,5 per cento dell’ultimo stipendio percepito.

Un approfondimento, quello così curato da Il Giornale, che ha sollevato aspre polemiche sulle disparità di trattamento dei lavoratori, e sui privilegi di questa piccola “casta”.