Certificato Medico Telematico Anche Per Il Settore Privato

La crisi mondiale ha colpito la maggior parte dei settori economici, ma ci sono alcuni settori, come quello dell'enologia, che non hanno risentito della crisi finanziaria e hanno continuato a produrre notevoli profitti. Secondo dei dati statistici provenienti direttamente dalla Coldiretti, gli occupati nel settore enologico sono cresciuti piu' del 50% negli ultimi dieci anni. La professione dell'enologo e' molto interessante, e sempre piu' giovani decidono di intraprendere un corso di studi per imparare tutte le nozioni teoriche e pratiche necessarie. Ma qual'e' il percorso di studi piu' indicato per diventare un enologo? Fortunatamente l'Italia, una delle capitali mondiali del vino, non ha problemi nell'educazione di questo settore, e per cominciare e' sufficiente iscriversi ad una facolta' universitaria di Agraria, con indirizzo "Viticoltura ed Enologia". La laurea breve da 3 anni comunque non basta per diventare un buon enologo, bisogna anche frequentare dei corsi di specializzazione, master e di aggiornamento. Oggigiorno c'e' molta concorrenza sul mercato, e per crearsi una buona posizione e' necessario studiare molto e avere anche quanti piu' contatti possibili con le Aziende Agricole. Un enologo solitamente e' un libero professionista dotato di partita IVA che offre la propria consulenza alle Aziende Agricole. L'enologo ha il compito di controllare il totale rispetto delle norme igieniche dello stabilimento, il corretto funzionamento delle macchine, la struttura dell'edificio (umidita' nell'aria, presenza di ossigeno, eccetera...), oltre a gestire personalmente le fasi del processo di trasformazione, produzione e invecchiamento del vino. La professione di enologo e' ufficialmente riconosciuta in Italia, Francia, Spagna e Svizzera, e a breve lo sara' anche in Germania, Cina, Brasile e Cile.

Eccoci a parlare del certificato medico telematico, un procedimento utile, veloce, comodo ma non sempre semplicissimo. Inviare il certificato medico, o più comunemente chiamato certificato di malattia, all’Inps, non è un impresa facilissima, ma neanche impossibile.

certificato medico telematico

Proprio per questo, la suddetta Inps ha distribuito una circolare utile per eventuali chiarimenti sul certificato medico telematico. Parliamo della circolare n.60 del 16 Aprile 2010.

Ricordiamo che dal 3 aprile dell’anno scorso, tutti i medici sono tenuti, oltre a consegnare al lavoratore la copia cartacea del certificato medico, ad inviare tale certificato all’Inps, possibilmente in maniera telematica cosi da abbreviare i tempi di consegna. E fin qui nulla di particolare.

Ma ecco la vera chicca, ovvero la possibilità di inviare tale certificazione anche per i lavoratori privati. Tale procedimento, però, è leggermente più complesso e si dimostrerà leggermente fastidioso sia per il lavoratore malato che per il medico curante.

Vediamo i ruoli di queste due figure. Al medico toccherà l’invio telematico del documento, comprendente alcuni dati rilevanti del lavoratore, quali il codice fiscale, la residenza, il domicilio, il luogo di reperibilità e il codice di diagnosi. Ovviamente dovrà sussistere anche la data del certificato medico stesso e la presunta data di fine malattia. Di eguale importanza è specificare dove si è tenuta la visita, se quindi presso lo studio del medico curante o a domicilio dal paziente stesso.

Per quanto riguarda il paziente, invece, dovrà ricevere la copia cartacea di tale certificato medico sia per se che per il proprio datore di lavoro. Inoltre, il lavoratore dovrà comunicare il numero di tale certificato medico al proprio datore di lavoro, in modo tale che egli potrà consultarlo direttamente sul sito web dell’Inps.

La procedura che dovrebbe semplificare l’argomento “certificati di malattia” è probabile che in un primo tempo abbia effetto contrario. Certo è che nel lungo termine l’iniziativa non potrà che essere apprezzata