Offerte di lavoro: ecco 50.000 posti che nessuno vuole…

Secondo un recente dossier, in Italia ci sono circa 50 mila posti di lavoro che le aziende fanno fatica a coprire… ecco quali sono!

La crisi mondiale ha colpito la maggior parte dei settori economici, ma ci sono alcuni settori, come quello dell'enologia, che non hanno risentito della crisi finanziaria e hanno continuato a produrre notevoli profitti. Secondo dei dati statistici provenienti direttamente dalla Coldiretti, gli occupati nel settore enologico sono cresciuti piu' del 50% negli ultimi dieci anni. La professione dell'enologo e' molto interessante, e sempre piu' giovani decidono di intraprendere un corso di studi per imparare tutte le nozioni teoriche e pratiche necessarie. Ma qual'e' il percorso di studi piu' indicato per diventare un enologo? Fortunatamente l'Italia, una delle capitali mondiali del vino, non ha problemi nell'educazione di questo settore, e per cominciare e' sufficiente iscriversi ad una facolta' universitaria di Agraria, con indirizzo "Viticoltura ed Enologia". La laurea breve da 3 anni comunque non basta per diventare un buon enologo, bisogna anche frequentare dei corsi di specializzazione, master e di aggiornamento. Oggigiorno c'e' molta concorrenza sul mercato, e per crearsi una buona posizione e' necessario studiare molto e avere anche quanti piu' contatti possibili con le Aziende Agricole. Un enologo solitamente e' un libero professionista dotato di partita IVA che offre la propria consulenza alle Aziende Agricole. L'enologo ha il compito di controllare il totale rispetto delle norme igieniche dello stabilimento, il corretto funzionamento delle macchine, la struttura dell'edificio (umidita' nell'aria, presenza di ossigeno, eccetera...), oltre a gestire personalmente le fasi del processo di trasformazione, produzione e invecchiamento del vino. La professione di enologo e' ufficialmente riconosciuta in Italia, Francia, Spagna e Svizzera, e a breve lo sara' anche in Germania, Cina, Brasile e Cile.

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Può sembrare strano, ma anche in tempi di crisi occupazionale come questi, ci sono ben 50.000 posti di lavoro che le aziende non riescono a coprire. Profili quasi introvabili, che secondo quanto elaborato all’interno dell’analisi annuale del Sistema Informativo Excelsior di UnionCamere e del Ministero del Lavoro, riguardano prevalentemente delle figure professionali che abbiano completato un percorso di studi particolarmente specialistico.

Ma chi sono questi professionisti “introvabili”, o quasi? Secondo il dossier, tra coloro che hanno conseguito un diploma di scuola superiore, diventa sempre più difficile trovare quelli che lo hanno conseguito in un istituto tecnico professionale o agrario alimentare: dai cuochi agli informatici, dagli assistenti sociosanitari ai disegnatori tecnici, pare che il bacino di giovani e brillanti professionalità dalle quali attingere per le politiche occupazionali delle imprese sia sempre più magro.

Tra i laureati, invece, pare che si abbia difficoltà ad assumere i giovani che hanno conseguito studi a indirizzo scientifico, matematico e fisico. Le maggiori richieste professionali si hanno quindi per esperti in software, esperti in gestione aziendale, progettisti meccanici, operatori commerciali con l’estero, educatori per disabili, tecnici commerciali, ingegneri elettronici, informatici, e così via.

Stando a quanto affermato a Job&Orienta da Ferruccio Dardanello, presidente di UnionCamere, “oggi, ancor più che nel passato, è necessario mettere nelle mani dei giovani le carte per scegliere con consapevolezza la strada che può aprire loro un futuro di lavoro e di soddisfazione. E occorre affiancare alla scuola l’impresa, in maniera che i ragazzi possano acquisire un’esperienza da far valere al momento della selezione del personale”.

Insomma, probabilmente quando si sceglie un corso professionale o un percorso di studi, varrebbe la pena porre l’attenzione sulle prospettive occupazionali che gli stessi possono offrire: solamente così si può conciliare la propria passione con la possibilità di acquisire un posto di lavoro in grado di garantire un adeguato tenore di vita, ed evitare netti sbilanciamenti a favore del primo dei due elementi…