Gatti che parlano tra loro, video divertentissimo!

I gatti comunicano tra di loro… come i protagonisti di questo video: andiamo a scoprire il significato di posizioni corporali e miagolii!

La crisi mondiale ha colpito la maggior parte dei settori economici, ma ci sono alcuni settori, come quello dell'enologia, che non hanno risentito della crisi finanziaria e hanno continuato a produrre notevoli profitti. Secondo dei dati statistici provenienti direttamente dalla Coldiretti, gli occupati nel settore enologico sono cresciuti piu' del 50% negli ultimi dieci anni. La professione dell'enologo e' molto interessante, e sempre piu' giovani decidono di intraprendere un corso di studi per imparare tutte le nozioni teoriche e pratiche necessarie. Ma qual'e' il percorso di studi piu' indicato per diventare un enologo? Fortunatamente l'Italia, una delle capitali mondiali del vino, non ha problemi nell'educazione di questo settore, e per cominciare e' sufficiente iscriversi ad una facolta' universitaria di Agraria, con indirizzo "Viticoltura ed Enologia". La laurea breve da 3 anni comunque non basta per diventare un buon enologo, bisogna anche frequentare dei corsi di specializzazione, master e di aggiornamento. Oggigiorno c'e' molta concorrenza sul mercato, e per crearsi una buona posizione e' necessario studiare molto e avere anche quanti piu' contatti possibili con le Aziende Agricole. Un enologo solitamente e' un libero professionista dotato di partita IVA che offre la propria consulenza alle Aziende Agricole. L'enologo ha il compito di controllare il totale rispetto delle norme igieniche dello stabilimento, il corretto funzionamento delle macchine, la struttura dell'edificio (umidita' nell'aria, presenza di ossigeno, eccetera...), oltre a gestire personalmente le fasi del processo di trasformazione, produzione e invecchiamento del vino. La professione di enologo e' ufficialmente riconosciuta in Italia, Francia, Spagna e Svizzera, e a breve lo sara' anche in Germania, Cina, Brasile e Cile.

gatto

Questo divertente video ci mostra un improvvisato dialogo tra due gatti… i sottotitoli sono davvero molto simpatici, e ci piacerebbe immaginare che sia effettivamente quella l’interpretazione della comunicazione tra i due felini!

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Ma in che modo parlano tra di loro i gatti?

Secondo quanto oramai noto, i gatti comunicano tra di loro principalmente tramite i feromoni e le posizioni corporali. I feromoni si trovano in ghiandole anali, i cuscinetti sulle zampe, attorno alla coda, nel solco intermammario, attorno alla bocca e sulle guance. Mentre nei primi due casi si tratta principalmente di feromoni di “allarme”, in altri casi può trattarsi della trasmissione di altre sensazioni meno stressanti.

Interessante è anche cercare di capire come il gatto utilizzi le posizioni corporali per trasmettere particolari significati. Ad esempio, se la coda è sollevata è segno di saluto, mentre se la coda è ritta, con la punta piegata da un lato, è sinonimo di piacere e di benessere. La coda agitata ritmicamente è invece sintomo di aggressività.

Molto interessanti sono anche i miagolii. Secondo quanto ricordato da tutte le principali osservazioni, il gatto grida se cerca un compagno (o una compagna). Di solito in questo caso miagolii sono emessi dapprima dalle femmine, all’inizio dell’estro, poi durante tutta la durata dell’accoppiamento, sia dal maschio che dalla femmina. In questi frangenti si riscontrano numerosissime variazioni.

Più raramente, invece, il gatto emette un miagolio a scatti a bassa intensità. Di solito si tratta di fattispecie in cui il gatto vede una preda fuori portata, come un uccello o un insetto volante. Per essere sicuri di ciò, basti osservare attentamente il gatto alle prese con tali miagolii: generalmente sono infatti accompagnati dallo scatto delle mandibole, una sorta di “battere i denti”, alle volte accompagnati da movimenti ritmici e rapidi della coda.

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